Citazioni di saggezza cristiana n. 2!

Citazioni di saggezza cristiana n. 2!



1) “La vita cristiana non è sempre un momento di euforia. Ho i miei momenti di profondo scoraggiamento. Devo rivolgermi a Dio in preghiera con le lacrime agli occhi e dire: ‘O Dio, perdonami’ oppure ‘Aiutami’.”

-Billy Graham

Dire che la vita cristiana non è sempre un momento di euforia significa dire che non si tratta solo di sentirsi bene, poiché nella vita ci sono molte occasioni in cui affrontiamo difficoltà e prove e dobbiamo superarle non da soli, ma con Gesù che ci tiene per mano. Non avere difficoltà nella vita significa avere una vita facile, mentre le prove della vita simboleggiano il nostro superarle grazie all’aiuto di Dio. Dio non si limita a tirarci fuori dalla nostra miseria, ma vuole attraversarla insieme a noi. Anche se siamo salvati, peccheremo sempre e, pertanto, dobbiamo presentarci davanti a Dio per mettere le cose a posto. Dio deve coprirsi gli occhi per non vederci più come peccatori una volta che siamo salvati, quando in realtà siamo peccatori per natura e peccatori per tutta la vita. Se Dio non si coprisse gli occhi, nessuna anima sarebbe abbastanza giusta da poter entrare nel regno di Dio dopo aver lasciato questo mondo.



2) «Quando ti definisci indiano, musulmano, cristiano, europeo o qualsiasi altra cosa, stai compiendo un atto di violenza. Capisci perché è violento? Perché ti stai separando dal resto dell’umanità. Quando ti separi in base al credo, alla nazionalità, alla tradizione, questo genera violenza.»

-Jiddu Krishnamurti

Considerare il cristianesimo come qualcosa di superiore rispetto al resto del mondo non è biblico. Trasforma il resto del mondo in una sorta di competizione. Il cristianesimo consiste nel vivere sempre secondo i comandamenti di Dio, e non è un comandamento di Dio considerarci migliori di chiunque altro. Dobbiamo vivere la nostra vita come un esempio, affinché le persone nel mondo desiderino diventare anche loro cristiani. Ecco perché separarci in base al credo, alla nazionalità o alla tradizione genera violenza. La competizione inizia come qualcosa di piccolo, ma alla fine la violenza ne diventa parte integrante e in seguito si trasforma in una questione di grande portata.



3) Un vero cristiano è una persona capace di regalare il proprio pappagallo alla pettegola del paese.

-Billy Graham



I pettegolezzi nascono dall’ingiustizia del mondo e sembrano giustificare lo stato delle cose, ma in realtà non fanno altro che alimentare un conflitto continuo tra gli esseri umani. Al nostro pappagallo diciamo solo cose positive, perché dire qualcosa di negativo al nostro animale domestico non farebbe altro che dare un’immagine negativa di noi stessi. Per poter regalare il nostro pappagallo al pettegolo del paese, dobbiamo capire perché nascono i pettegolezzi e che capitano anche a tutti gli altri; perdonare il mondo è ciò che Dio vuole, anche se sembra che dovremmo spettegolare a nostra volta sul mondo, proprio a causa delle ingiustizie del mondo. È questo che ci rende veri cristiani: vivere la vita di un cristiano, piuttosto che limitarci alle sole parole.

4) «Sono un cristiano rinato di origini ebraiche».


-Stephen Baldwin

Ebrei e cristiani condividono entrambi le radici nella Bibbia ebraica e l’impegno verso un unico Dio, ma differiscono sulla credenza relativa all’identità di Gesù, alla natura della divinità e al cammino verso la salvezza. Poiché esistono così tante religioni in questo mondo e tutte diventano credibili se prestiamo loro ascolto, il cristianesimo potrebbe sembrare sbagliato. Tuttavia, alla fine dei conti, il cristianesimo può dimostrarsi giusto attraverso gli avvenimenti che caratterizzano il nostro modo di vivere. Il cristianesimo consiste nel credere nelle Scritture bibliche per quello che sono, mentre le altre religioni si basano tutte su prospettive soggettive. Una volta compreso che le prospettive sono solo prospettive e che la Parola di Dio cristiana è ciò che emerge alla fine di tutto, anche il resto dell’umanità potrà diventare cristiani salvati.

Credere nella stessa radice della Bibbia ebraica è un trampolino di lancio per diventare cristiani, anche se si è ebrei, poiché sono gli avvenimenti della nostra vita e la scelta che facciamo a determinare se diventiamo cristiani o meno.

5) «Ho riflettuto a lungo su quel vano desiderio (essere troppo orgogliosi del proprio aspetto, delle proprie capacità o del proprio valore [presuntuoso], o non riuscire a ottenere un risultato [inutile o infruttuoso]), che mi aveva perseguitato per tanti anni, di vivere in solitudine per diventare cristiano. Ora, pensai, ho solitudine a sufficienza; ma sono per questo più vicino all’essere cristiano? No, se Gesù Cristo è il modello del cristianesimo».

-John Wesley


«Dobbiamo amare noi stessi per poter amare gli altri» è un detto molto diffuso. Ma la domanda è: come facciamo a mettere gli altri al primo posto e noi stessi all’ultimo, se le cose stanno così? Se amiamo noi stessi, dobbiamo essere in grado di rinunciare a noi stessi per mettere gli altri al primo posto. Per un cristiano, mettere gli altri al primo posto e rinunciare a se stesso significa, in apparenza, non amare se stessi. Quando osserviamo l’aspetto esteriore di Gesù mentre viveva nel nostro mondo, sembra quasi che Egli si lodasse quando si rivolgeva alle persone del mondo. Tuttavia, se imitiamo il Suo aspetto, finiamo per fallire; mentre se siamo abbastanza ingenui da imitarne solo l’aspetto senza una prospettiva di pensiero, possiamo ottenere lo stesso risultato. Vedere solo l’aspetto esteriore di Gesù dimostra quanto poco conosciamo di Lui, mentre essere abbastanza ingenui da seguirlo semplicemente così com’è dimostra quanto comprendiamo il cristianesimo. Pertanto, il cristianesimo non riguarda quanto comprendiamo la Bibbia, ma consiste semplicemente nel credere che essa sia giusta e nel vivere secondo le Scritture.